ROMA - «C'è un amore che non muore mai, più lontano degli Dei, a sapertelo spiegare che filosofo sarei...». Ci scusino i Baustelle se usiamo questa loro citazione, ma calza a pennello per descrivere l'amore di un tifoso per la propria squadra di calcio.
C'è poco da spiegare di fronte a quella passione incondizionata di un tifoso per la propria maglia. E dall'Olanda, per la precisione Rotterdam, arriva una notizia commovente risalente ad un mese fa: la storia di Rooie Marck, 54enne malato terminale e tifosissimo del Feyenoord.
Sapendo di poter vivere ancora per pochissimo tempo, Rooie aveva espresso il desiderio di vedere per l'ultima volta la propria squadra. Il club, allora, ha organizzato un evento per il primo allenamento stagionale, davanti a tutti i tifosi. Rooie è stato accompagnato a bordo campo, salutato da un'ovazione dell'intera curva, che gli ha dedicato anche uno striscione. Debilitato dalla malattia e provato dalla commozione per l'accoglienza ricevuta, Rooie è riuscito comunque ad alzarsi per andare a ricevere l'abbraccio della curva. A bordo campo ha poi incontrato la squadra, che gli ha regalato una maglia autografata da tutti i componenti della rosa.
Dopo l'abbraccio con i giocatori, Rooie è andato a ringraziare i tifosi che lo hanno omaggiato con quel tributo, senza riuscire a trattenere le lacrime.
Di tutti i desideri possibili, Rooie ha scelto quello che più lo avrebbe fatto felice. Ad alcuni potrà sembrare strano, ma è vero quello che dice Nick Hornby: «Forse è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro».
Lo sfortunato Rooie è morto tre giorni dopo quella giornata indimenticabile.

